43° Salone Nautico Internazionale di Genova - Fiera Congressi “Sala Verde”
11 ottobre 2003 ore 10,30 - Convegno di Assonautica Nazionale
“E’ la nautica il Made in Italy del Terzo Millennio”. Roberto Viale, neo-vicepresidente di Unioncamere, non ha dubbi. Aprendo il tradizionale (e affollatissimo) convegno di Assonautica nell’ambito delle manifestazioni del 43° Salone Internazionale della Nautica di Genova, ha declinato cifre che dimostrano come il settore nautico - non solo la cantieristica, ma l’intera filiera che spazia dal turismo alle infrastrutture - abbia ormai raggiunto il fatturato del tessile-abbigliamento, e posizioni di eccellenza nell’export a livello globale: il secondo posto al mondo, dopo gli Usa, e addirittura il primo per la costruzione di superyacht di oltre 24 metri.
A conferma, sono arrivati i dati di Paolo Vitelli, Presidente Ucina; malgrado la battuta d’arresto che in molti settori ha provocato nel 2003 la guerra in Iraq e che ha costretto le grandi firme modaiole del Made in Italy a rallegrarsi di aver contenuto il danno in una crescita zero, il presidente dell’Ucina ha sottolineato,come è ormai certo, che l’anno in corso si chiuderà per il settore nautico con un aumento percentuale a due cifre, superiore dunque al 10%, e con una quota di esportazioni largamente oltre l’80%.
Intervenuto dopo il saluto del presidente della Camera di Commercio di Genova, Paolo Odone, il presidente nazionale di Assonautica, Gianfranco Pontel, ha indicato le ragioni che hanno determinato la scelta del tema del convegno 2003 dell’Associazione: “I Distretti Nautici: centri di eccellenza per un nuovo modello di sviluppo della nautica da diporto e del turismo nautico”.
L’avanzata costante del fatturato della nautica da diporto non deve indurre - ha spiegato Pontel - a dormire sugli allori. I Paesi dell’Oriente, le Tigri Asiatiche, che oggi sono diventate tra i nostri migliori clienti di superyacht, domani saranno i nostri più temibili concorrenti, come è avvenuto nel tessile-abbigliamento.
Perciò occorre preparasi per tempo, trasformare in strutturale un’eccellenza che oggi è legata alla contingenza, merito dell’intuizione e della capacità individuali di singoli imprenditori. Per farlo, Assonautica ha elaborato una strategia che il convegno, appunto, ha presentata: la creazione dei Distretti Nautici, capaci di ottimizzare su base territoriale le specifiche potenzialità delle diverse aree produttive della nautica italiana. “Oggi - ha detto Pontel illustrando le linee del progetto - troppi appaiono convinti che l’unica chiave di volta di un futuro positivo della nautica sia la sola e mera costruzione di nuovi porti turistici nel nostro Paese. Certamente dare una risposta soddisfacente ad una situazione di enorme ritardo della portualità turistica sopratutto nel Mezzogiorno rispetto ad una domanda interna ed internazionale via via crescente è condizione necessaria; cosi’ come altra condizione necessaria è il salto di qualità che deve fare la cosiddetta ”istruzione professionale”in un settore dove stanno nascendo nuove figure professionali. Entrambe condizioni necessarie ma non sufficienti se si vuol dare una base solida ad una situazione congiunturale oggi straordinaria ma soggetta domani alle alterne vicende del mercato. E’ necessario mettere in campo tutta la filiera della nautica da diporto dal turismo alla cultura fino all’enogastronomia passando per le infrastrutture (prima fra tutte la portualità turistica) ed i servizi fino ad arrivare all’istruzione professionale.
Assonautica propone dunque una strategia, quella dei Distretti Nautici, che mira ad una eccellenza di settore planetaria, che concentri risorse e ricerca in quei comparti nei quali oggi la leadership italiana è riconosciuta globalmente, per allargarla e confermarla al di là dei cicli del mercato.
Illustrare i dettagli operativi è toccato al prof. Paolo Gurisatti, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che segue il progetto di Assonautica con l’esperienza che gli deriva dall’esser tra i promotori di iniziative della Regione Veneto nel settore della nautica, all’avanguardia a livello nazionale.
A delineare la prima attuazione, ancora sperimentale, del modello di Distretti Nautici proposto da Assonautica, è stato il Tesoriere dell’Associazione, dr. Alan Maurizio Ferri, che ha parlato dell’esperienza del porto di Vibo Valentia, dove la locale Camera di Commercio ha affidato ad Assonautica il compito di riprogettare il locale scalo con l’obiettivo di trasformarlo in un volano di iniziative produttive. Missione risolta con risultati da subito positivi. Accanto a questa il dr. Giuseppe Meli, vice presidente di Assonautica Sicilia e di Catania, ha illustrato l’avvio della formazione di un Distretto nautico che abbraccia l’intera costa dello Jonio.
A riconoscere pubblicamente la validità del Progetto di Assonautica sui Distretti Nautici, dopo il vicepresidente di Unioncamere, Renato Viale (imprenditore di punta del settore alimentare), è stato l’economista prof. Giovanni Scanagatta, consulente del Ministro per le Attività Produttive, che ha portato al Progetto il sostegno del Ministro Marzano.
Dopo un contingentato dibattito (il buffet, data l’ora, incombeva) è stato il presidente di Assonautica a tirare le conclusioni del Convegno: piena consonanza e sostegno, da parte di Unioncamere e del Ministero delle Attività Produttive, al progetto di Assonautica per i Distretti Nautici. Piena consapevolezza, anche alla luce delle esperienze realizzate ,della fattibilità del Progetto e della sua produttività.
“Ora - ha detto il presidente di Assonautica, Pontel - dobbiamo passare al più presto alla fase operativa. Abbiamo scelto di iniziare l’attuazione del Progetto Distretti Nautici nelle Regioni meridionali perché le meno strutturate in termini di comparto produttivo di settore e di sua proiezione competitiva sui mercati globali. Se legare lo sviluppo del settore - ha concluso Pontel - ad opportunità di tipo immobiliare e alla creazione di nuovi Marina, è operazione necessaria stante la oggettiva necessità di nuovi posti barca come da sempre reclamano a gran voce i diportisti; la vera e cruciale sfida di domani è garantire, attraverso l’organizzazione in Distretti, la stabilità del settore attraverso la competitività sui mercati globali delle piccole e medie imprese che sono alla base dell’attuale successo della nautica italiana nel mondo”.